Un uomo entra in un caffè.

Singolare che per trovare un po’ di pace io debba andare in un caffè aperto al pubblico e gremito di gente di ogni tipo, consegnare del denaro soprattutto in cambio di acqua calda infusa con una bustina di menta secca, mettere il concerto no. 3 di Beethoven con Gould a tutto volume ed impostare il… Read more »

Passanti amichevoli

Allegramente procedo sulla mia biciclettina per la mia strada e tutti mi sorridono con entusiasmo. Bonjour, bonjour, bonjour, bonjour bonjour! Che bella giornata! Ah, mi si vedevano le autoreggenti dalla gonna.

La pace interiore

Ad un certo punto, molti anni fa, ho chiuso gli occhi al ristorante cinese a Messina, e finalmente l’ho visto. Un cammello di cioccolata bianca sorridente! Che meraviglia, che pace!

Oh no, è mattina

Poco prima di svegliarmi una mattina ho visto un uovo fritto col rosso delicatamente coperto dal bianco pacificamente posto su di un blocco di legno, e non appena mi sono svegliata il martelletto del giudice l’ha colpito. Però la scena si è conclusa lì, per fortuna o per sfortuna non mi è stato concesso di… Read more »

Senza luogo

Una volta sono stata all’Istituto dei Ciechi di Milano. Una volta bendati, Maria ci ha accompagnati a camminare in giro per la città (una finta città, una riproduzione) nel buio più totale. E’ incredibile quanto spaventoso possa essere camminare senza vedere, anche se sai che non potrà succederti niente di male. Lo spazio diventa solo… Read more »

Qui Chante?

Ascoltavo un coro di musica sacra in quella piazza antica di Milano che sembra un irreale quadro scrostato ed in disfacimento. Ad un tratto una donna con gli occhi bianchi, protendendo leggermente il collo verso il cielo ha smesso di camminare e ha chiesto alla donna con cui andava sottobraccio: “Qui chante?”

Orgoglio nazionalistico

Stavo preparandomi il pranzo quando arriva la mia coinquilina cinese e mi chiede di cantare l’inno d’italia. Ma come, così, su due piedi? Eh sì, perché? Non sei fiera del tuo inno? Beh, non è che me lo sia mai chiesto… Penso di sì, sì, sì, il nostro inno è molto bello, è la mia… Read more »

i in offerta speciale

Il sottile risolino che serpeggia in me quando mi ricordo di quel signore così signorile che non poteva dire ritmo e invece diceva rittimo. Voleva dire il riso e diceva i-rriso. O da bambina, quella maestra che amavo tanto e che diceva inispagna o iniscozia.

Saturday night fever

Una sera io e mia sorella decidemmo di accostare sconosciuti con l’auto e cantargli a squarciagola: Nanananananana Barbapapà, Barbapapapapapà.

Nuovi business in prospetto

Ho ordinato una scatola con tutto il necessario per cucinare da un sito web che vende ricette insieme con gli ingredienti per prepararle. I cibi deperibili vengono avvolti nel ghiaccio e successivamente in un vello di pecora 100% biologico e sostenibile. Si vantano che le loro scatole siano solo composte da materiali riciclabili e ti… Read more »